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Web, Internet e New media | Post di Sbertani

Per migliorare le performance online non sono importanti solo gli algoritmi

Per diventare virali sui social network, e raggiungere la tanto sospirata visibilità, la convinzione più diffusa è che si debba scendere a compromessi con i famigerati algoritmi. A conferma di questa tesi, cercando sul web, non è certo difficile trovare tutorial e guide che spiegano le “buone pratiche” per confezionare i nostri “vincenti” contenuti.

Ma come è possibile? Paradossalmente, se tutti i creators applicassero queste “buone pratiche”, gli algoritmi avrebbero grossi problemi nel selezionare quale contenuto premiare. Di contro, non si spiegherebbe come certi contenuti, tecnicamente discutibili e certamente amatoriali, siano diventati virali a discapito di altri meglio confezionati.

La verità è che gli algoritmi sono importanti ma incidono solo per circa un 25/30%. Il segreto del successo è avere qualcosa da dire, da raccontare. Il segreto del successo è interessare.

Proviamo a cambiare il nostro punto di osservazione vestendo per un attimo i panni di un utente. Quando utilizziamo un social network, generalmente lo facciamo per svago: seguiamo un personaggio famoso, un divulgatore particolarmente preparato, cerchiamo un tutorial, un gruppo musicale oppure commentiamo le partite della nostra squadra del cuore. Come utenti, non passiamo sicuramente le serate su Facebook o Instagram per seguire qualcuno che ci parla della sua azienda e dei suoi prodotti.

La vera domanda che ogni creatore di contenuti dovrebbe pertanto porsi é la seguente: ”Perché un utente dovrebbe seguire la mia pagina?”

Cosa facciamo per attirare l’attenzione dei potenziali follower e cosa possiamo scrivere per intrattenere piacevolmente le persone sui social?

Il successo di un post è determinato dalla sua capacità di interessare il pubblico tanto da generare un’azione. Quel “like” capace di comunicare agli algoritmi di premiarlo e diffonderlo sempre di più e che, su alcune piattaforme, permette anche di condividerlo con amici e contatti.

Inventiamo racconti, parliamo dei nostri prodotti con un taglio diverso magari divertente, generiamo contenuti esclusivi capaci di promuovere il prodotto magari di riflesso, puntiamo su una “story telling” emozionale. Investiamo in idee capaci di generare un seguito: i social sono uno strumento che mettono in contatto le persone e le fanno dialogare. L’argomento da condividere con loro, che li deve attrarre e incuriosire, è fondamentale.

Ogni nuovo contenuto, meglio se inserito in una sorta di narrazione capace di fidelizzare (come succede nelle serie televisive), dovrà essere costruito per rafforzare questo interesse, fino a fare scattare la vera call to action (che non è il click del “mi piace”), come un’iscrizione ad una newsletter o direttamente l’accesso ad una scheda prodotto e al modulo d’ordine.

È sempre bene ricordare che il nostro successo non si misura con il numero di follower, ma con il reale giro d’affari generato anche dalla nostra strategia di marketing.

Certamente può essere un obiettivo aziendale avere un grande numero di utenti iscritti alla nostra pagina social come riprova di leadership e autorevolezza, ma prima o poi qualcuno ci potrebbe chiedere dei risultati più concreti per il lavoro che facciamo online.

Quanti di questi “follower” sono diventati effettivi clienti? Fatemi sapere.


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Aggiornato il 12-10-2023

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