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Marketing e Comunicazione | Post di Sbertani

I nano-influencer per rivolgersi alle nuove generazioni digitali

La nuova scommessa dei grandi gruppi industriali e commerciali è riuscire allargare il numero dei propri clienti puntando a target sempre più giovani. Il problema è che le nuove generazioni, le cosiddette "native digitali", rispondono a stimoli, seguono filosofie e utilizzano strumenti tutt'altro che scontati.

Stiamo infatti parlando della cosiddetta "Generazione Z", persone nate tra il 1995 e il 2009.

Rispetto ai loro genitori - quelli della "Generazione X" nati e vissuti all'ombra dei cosiddetti "Baby Boomers", a loro volta cresciuti nel periodo del dopo guerra, durante gli anni del rilancio e delle grandi opportunità (Harris e Ulrich nel 2003) - la "Generazione Z" si presenta con un approccio totalmente diverso. La loro parola chiave è "partecipazione", alimentata dal costante desiderio di condividere ed esprimersi. Sono generalmente attivi e autodeterminati.

Per comunicare con loro certamente i social network sono un terreno fertile dove lavorare: oltre alle finalità "sociali" promosse da queste piattaforme - che bene si sposano con i principi sopra esposti - il loro essere nativi digitali è un fattore determinante. Non dimentichiamoci che la generazione appena precedente, quella "di mezzo", quella dei "millennials" o meglio la "Generazione Y", aveva già adottato le nuove tecnologie come proprie, abituandosi ad informarsi ed acquistare online.

Certamente anche altri mezzi tradizionali del marketing moderno possono ritornare utili, ma per comunicare efficacemente con i giovani oggi è fondamentale guardare al loro essere "partecipativi". Sanno utilizzare molto bene gli strumenti digitali e quindi sono in grado di approfondire ogni tematica effettuando ricerche, seguendo tutorial e leggendo recensioni. Inoltre sono una generazione che ha generalmente a cuore i temi sociali - in effetti molto importanti - quali l'ecologia, le diversità etniche, l'ambiente, la sicurezza salariale, i diritti dei lavoratori e delle comunità LGBTQ+. Per questo motivo sono soggetti che amano parlare di obiettivi, di equità, di valori ma anche divertirsi e soprattutto sperimentare guardando oltre i "confini".

Dovremo pertanto essere in grado di proporci a loro con messaggi chiari, trasparenti e ricchi di personalità. Non importa se commettiamo degli errori, l'imperfezione è accettata se viene compresa come tale. Proposte sincere e mission aziendali ben definite sono generalmente molto apprezzate e quindi vengono facilmente condivise. Non facciamo l'errore di prenderli in giro: lo scopriranno subito. Parlando la stessa lingua e condividendo gli stessi valori, riusciremo a soddisfare il loro bisogno di sentirsi parte di un gruppo, elementi importanti della società.

Se i social sono la piattaforma ideale dove dialogare, gli "influencer" sono la migliore interfaccia dell'azienda. Non stiamo parlando dei grandi "operatori del web" oramai diventati delle vere e proprie industrie della comunicazione - per i quali forse la Generazione precedente (la "Y") è più sensibile - ma i cosiddetti "nano-influencer", quelli che lavorano localmente, nelle nicchie e nei piccoli gruppi di discussione. Sono seguiti da 1.000 fino a 9.999 follower e hanno le carte giuste, oltre lo stile e le parole, per risultare comprensibili e quindi vincenti. Partecipano nelle community, operano come detto nel piccolo e, avendo altre fonti di sostentamento (a differenza dei Macro e Mega influencer che vantano un numero di follower molto più ampio) risultano credibili e capaci di generare fiducia.

Per fare la differenza non è importante il numero di follower garantito da un influencer ma la sua capacità nel creare relazioni forti (engagement) tra il marchio promosso e il suo pubblico.

Le nuove generazioni desiderano entrare in connessione emotiva con i propri coetanei e di conseguenza sposano il brand che si presenta loro come pari: per questo motivo il lavoro dell'influencer "di nicchia" è così importante. Se tutti gli attori coinvolti (brand, influencer e pubblico) condividono gli stessi valori, il resto verrà da solo in modo del tutto naturale.


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Aggiornato il 22-11-2022

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