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Società | Post di Sbertani

Applicare il marketing per condizionare le persone

Come può il marketing condizionare le nostre convinzioni? Ricordate in un precedente post quando parlavamo del fatto che un buon operatore marketing lavora identificando innanzitutto un target e poi un bisogno relativo da soddisfare? Un bisogno che può essere espresso oppure anche latente. Sulla base di quel bisogno farà quindi leva per vendere la sua soluzione (o idea, o prodotto).

E’ proprio attraverso questo meccanismo, facendo subdolamente leva sulle debolezze della gente, che si vendono anche prodotti incredibili: filtri che promettono di ridurre i fumi nocivi senza in effetti produrre alcun risultato, trattamenti paranormali per allineare chissà quali energie vitali, prodotti in grado di purificare il nostro organismo senza alcuna evidenza reale, terapie alternative senza alcun fondamento scientifico.

Si fa pertanto leva sulla paura e sul bisogno di sicurezza.

Il marketing da positivo si trasforma in condizionamento negativo e poi plagio: porto discredito o cavalco un tema e facendo leva sulle debolezze dei miei potenziali clienti vendo loro la mia soluzione ad un prezzo altissimo. Non a caso la salute, i bambini e la natura sono gli argomenti più utilizzati come leve perché toccano la nostra sensibilità e attirano la nostra attenzione. Come potremmo credere altrimenti che delle pietre esposte alla luna possano proteggerci oppure certe manipolazioni “non a contatto” possano curarci al posto della medicina tradizionale?

Ma la vera “genialità” non sta tanto nell’avere trovato un bisogno da soddisfare, ma nell’avere condizionato a tal punto il pubblico che lo stesso diventa, inconsapevolmente, motore e quindi divulgatore.
In pratica persone diventate inconsapevoli strumenti di propaganda. E il prodotto si vende e si diffonde ancora di più.

Degli esempi? Provate ad analizzare tanti fenomeni, tutto diventerà più chiaro.


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Pubblicato il 23-10-2019

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