Strategia e Organizzazione | Post di Sbertani
Linkedin e il potere della nicchia: come gestire la pagina aziendale
Per anni le aziende hanno comunicato sui social cercando di “parlare a tutti”. La priorità era ampliare il bacino d’utenza, sperimentando linguaggi e format differenti per raggiungere più pubblico possibile al quale proporre la propria offerta.
Cercherò di andare dritto al punto: oggi stiamo assistendo a un cambio di direzione. Vince chi sa individuare la propria nicchia di mercato e costruire, per questa nicchia piccola o grande che sia, una posizione di leadership coerente, unica e riconoscibile. Soprattutto su piattaforme B2B e, nel caso dei social, parlo di Linkedin.
Linkedin è infatti il luogo digitale ideale per questa evoluzione. Non è un social da intrattenimento, ma una piattaforma B2B che premia la competenza e la costanza.
Il segreto è individuare un segmento specifico di potenziali clienti, definire un tema centrale per loro e costruire attorno a esso contenuti verticali e coerenti, capaci di coinvolgerli, intrattenerli e soprattutto fidelizzarli. Non serve “essere dappertutto” ed utilizzare mille strumenti e stili di comunicazione sempre diversi: serve essere rilevanti per il nostro target attraverso una narrazione riconoscibile, credibile e utile.
Strategie per far crescere la pagina aziendale
Linkedin nasce come aggregatore di profili personali e di curriculum vitae: di conseguenza, fonda la sua forza sulla partecipazione delle persone, uomini e donne che si mostrano e presentano professionalmente raccontando il proprio lavoro, le proprie competenze e il proprio pensiero. Questi profili diventano, come naturale conseguenza, potenziali "target" delle aziende.
Il vero tema, oggi, non è pertanto aprire una pagina aziendale ma farla crescere in modo organico, coinvolgendo proprio quelle persone in target. Le campagne pubblicitarie possono aiutare, ma spesso sono costose e poco sostenibili nel lungo periodo.
Linkedin offre strumenti interni per invitare i nostri contatti a seguire la pagina aziendale: post promozionali, contatti via mail interni la piattaforma, gli inviti a seguirci eccetera. Un lavoro sicuramente utile ed efficace ma certamente lungo e in certi casi dispendioso.
Ma se parliamo di grandi numeri, e quindi di aziende più strutturare - al netto delle attività di PR di riviste e opinion leader di settore - chi più di tutti può trasmettere fiducia sono proprio gli operatori che lavorano all'interno dell'azienda stessa.
I dipendenti e i collaboratori sono i migliori ambassador: condividere i post aziendali sul proprio profilo personale aggiungendo un commento personale o del valore aggiunto, permette loro di valorizzare la propria persona e al tempo stesso far emergere l’identità e i valori dell’azienda con un effetto moltiplicatore incredibilmente potente e positivo.
Collaboratori come protagonisti attivi della reputazione aziendale
Nelle strutture più ampie, i collaboratori sono una risorsa strategica, soprattutto se possono contare sulla presenza di commerciali, tecnici e addetti all’assistenza che operano sul campo. Non come asettici strumenti di marketing, ma come protagonisti attivi.
Quando condividono su Linkedin un contenuto, accompagnandolo con un proprio commento, raccontano il loro lavoro, le tecnologie che utilizzano e le sfide quotidiane che affrontano. Ogni post diventa occasione per mostrare competenza, visione e orgoglio professionale: non è un meccanico “copia e incolla”, ma un modo per dare valore alla propria esperienza e rafforzare il proprio curriculum personale, prendendo spunto dalle attività di marketing proposte dalla propria azienda.
In pratica, sono esperienze reali raccontate dai diretti protagonisti, capaci di fornire valore al loro ruolo e dare voce e visibilità all’azienda per la quale lavorano.
Infatti, lato azienda, l’unione di tante voci ognuna con le proprie sfumature, crea un racconto corale che amplifica la fiducia e l’autorevolezza nel pubblico target.
Linkedin funziona proprio così: quando cresce il valore percepito in chi lavora in azienda, cresce anche il valore percepito dell’impresa dove queste persone prestano la propria attività professionale.
Si raccontava che un bravo commerciale prima vende se stesso, poi l'azienda e infine il prodotto. Questo è un esempio concreto di questa filosofia.
Come iniziare: dalla cultura aziendale alla condivisione consapevole
Per l’azienda, il primo passo è promuovere una cultura della condivisione consapevole. Un programma di employee advocacy non significa obbligare i propri collaboratori a condividere i post aziendali, ma incoraggiare a raccontare il proprio lavoro, lasciando spazio alla voce personale, fornendo informazioni e materiali utili per i loro lettori.
Il mio consiglio è iniziare a coinvolgere come ambasciatori alcune figure chiave che hanno già occasione di contatto con l'esterno e sono portati a costruire relazioni: come detto poco prima, parlo degli addetti al marketing, i commerciali, eventuali consulenti o analisti e i tecnici di prodotto se operano sul campo a supporto della clientela. Soggetti che sono il volto dell’impresa.
In conclusone, ogni interazione naturale e autentica online è un investimento in reputazione, che amplifica il valore personale dei nostri collaboratori e agevola l’adesione alla pagina aziendale. Generando un circolo virtuoso che avvantaggia tutti.
Investire nella crescita dei propri collaboratori, anche in termini di autorevolezza e visibilità, significa investire nella propria impresa.
L’unione fa la forza, ma è la condivisione di contenuti di valore a costruire reputazione.
Cercherò di andare dritto al punto: oggi stiamo assistendo a un cambio di direzione. Vince chi sa individuare la propria nicchia di mercato e costruire, per questa nicchia piccola o grande che sia, una posizione di leadership coerente, unica e riconoscibile. Soprattutto su piattaforme B2B e, nel caso dei social, parlo di Linkedin.
Linkedin è infatti il luogo digitale ideale per questa evoluzione. Non è un social da intrattenimento, ma una piattaforma B2B che premia la competenza e la costanza.
Il segreto è individuare un segmento specifico di potenziali clienti, definire un tema centrale per loro e costruire attorno a esso contenuti verticali e coerenti, capaci di coinvolgerli, intrattenerli e soprattutto fidelizzarli. Non serve “essere dappertutto” ed utilizzare mille strumenti e stili di comunicazione sempre diversi: serve essere rilevanti per il nostro target attraverso una narrazione riconoscibile, credibile e utile.
Strategie per far crescere la pagina aziendale
Linkedin nasce come aggregatore di profili personali e di curriculum vitae: di conseguenza, fonda la sua forza sulla partecipazione delle persone, uomini e donne che si mostrano e presentano professionalmente raccontando il proprio lavoro, le proprie competenze e il proprio pensiero. Questi profili diventano, come naturale conseguenza, potenziali "target" delle aziende.
Il vero tema, oggi, non è pertanto aprire una pagina aziendale ma farla crescere in modo organico, coinvolgendo proprio quelle persone in target. Le campagne pubblicitarie possono aiutare, ma spesso sono costose e poco sostenibili nel lungo periodo.
Linkedin offre strumenti interni per invitare i nostri contatti a seguire la pagina aziendale: post promozionali, contatti via mail interni la piattaforma, gli inviti a seguirci eccetera. Un lavoro sicuramente utile ed efficace ma certamente lungo e in certi casi dispendioso.
Ma se parliamo di grandi numeri, e quindi di aziende più strutturare - al netto delle attività di PR di riviste e opinion leader di settore - chi più di tutti può trasmettere fiducia sono proprio gli operatori che lavorano all'interno dell'azienda stessa.
I dipendenti e i collaboratori sono i migliori ambassador: condividere i post aziendali sul proprio profilo personale aggiungendo un commento personale o del valore aggiunto, permette loro di valorizzare la propria persona e al tempo stesso far emergere l’identità e i valori dell’azienda con un effetto moltiplicatore incredibilmente potente e positivo.
Collaboratori come protagonisti attivi della reputazione aziendale
Nelle strutture più ampie, i collaboratori sono una risorsa strategica, soprattutto se possono contare sulla presenza di commerciali, tecnici e addetti all’assistenza che operano sul campo. Non come asettici strumenti di marketing, ma come protagonisti attivi.
Quando condividono su Linkedin un contenuto, accompagnandolo con un proprio commento, raccontano il loro lavoro, le tecnologie che utilizzano e le sfide quotidiane che affrontano. Ogni post diventa occasione per mostrare competenza, visione e orgoglio professionale: non è un meccanico “copia e incolla”, ma un modo per dare valore alla propria esperienza e rafforzare il proprio curriculum personale, prendendo spunto dalle attività di marketing proposte dalla propria azienda.
In pratica, sono esperienze reali raccontate dai diretti protagonisti, capaci di fornire valore al loro ruolo e dare voce e visibilità all’azienda per la quale lavorano.
Infatti, lato azienda, l’unione di tante voci ognuna con le proprie sfumature, crea un racconto corale che amplifica la fiducia e l’autorevolezza nel pubblico target.
Linkedin funziona proprio così: quando cresce il valore percepito in chi lavora in azienda, cresce anche il valore percepito dell’impresa dove queste persone prestano la propria attività professionale.
Si raccontava che un bravo commerciale prima vende se stesso, poi l'azienda e infine il prodotto. Questo è un esempio concreto di questa filosofia.
Come iniziare: dalla cultura aziendale alla condivisione consapevole
Per l’azienda, il primo passo è promuovere una cultura della condivisione consapevole. Un programma di employee advocacy non significa obbligare i propri collaboratori a condividere i post aziendali, ma incoraggiare a raccontare il proprio lavoro, lasciando spazio alla voce personale, fornendo informazioni e materiali utili per i loro lettori.
Il mio consiglio è iniziare a coinvolgere come ambasciatori alcune figure chiave che hanno già occasione di contatto con l'esterno e sono portati a costruire relazioni: come detto poco prima, parlo degli addetti al marketing, i commerciali, eventuali consulenti o analisti e i tecnici di prodotto se operano sul campo a supporto della clientela. Soggetti che sono il volto dell’impresa.
In conclusone, ogni interazione naturale e autentica online è un investimento in reputazione, che amplifica il valore personale dei nostri collaboratori e agevola l’adesione alla pagina aziendale. Generando un circolo virtuoso che avvantaggia tutti.
Investire nella crescita dei propri collaboratori, anche in termini di autorevolezza e visibilità, significa investire nella propria impresa.
L’unione fa la forza, ma è la condivisione di contenuti di valore a costruire reputazione.
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Pubblicato il 25-10-2025
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