Tecnologie | Post di Sbertani
Da Photoshop alle app di Google: come ChatGPT e Gemini stanno cambiando il nostro modo di lavorare
Negli ultimi mesi l’evoluzione dei principali modelli di intelligenza artificiale ha fatto un salto di qualità che va ben oltre il semplice “chatbot che risponde alle domande”. Con le nuove funzioni introdotte da ChatGPT (OpenAI) e Gemini (Google), oggi l’IA entra in modo sempre più concreto nei flussi di lavoro quotidiani, collegandosi direttamente agli strumenti che già utilizziamo, come le app di Google fino a software professionali come Photoshop, Outlook e SharePoint.
La sensazione, per chi lavora in ambito marketing, comunicazione e consulenza, è chiara: non stiamo assistendo a un aggiornamento marginale, ma a un cambio di paradigma.
ChatGPT: dalle conversazioni alle app collegate ai tuoi strumenti
La novità più rilevante introdotta da ChatGPT è l’arrivo delle app e dei connettori. Non si tratta solo di estensioni “tecniche”, ma di veri e propri ponti tra l’IA e gli ecosistemi digitali già consolidati. Oggi ChatGPT può dialogare con alcune app di Google come Gmail e Drive, oppure Outlook e SharePoint e molte altre, permettendo di analizzare contenuti, riassumere documenti, organizzare informazioni e supportare attività operative senza dover continuamente esportare o copiare dati da una piattaforma all’altra.
Ma il passaggio che segna un punto di svolta, soprattutto per chi lavora con immagini e creatività, è l’integrazione con strumenti Adobe come Photoshop. Qui l’IA non è più solo supporto teorico o testuale: diventa un assistente creativo in grado di affiancare il lavoro grafico, velocizzare alcune operazioni, suggerire modifiche, interpretare richieste e trasformare indicazioni strategiche in azioni concrete.
Questo significa ridurre il tempo tra idea e realizzazione, migliorare l’allineamento tra strategia e output creativo e rendere più fluido il dialogo tra chi pensa il progetto e chi lo produce.
Un'ulteriore nuova applicazione di OpenAI/ChatGPT per gestire automazioni con un’interfaccia visuale a nodi si chiama "OpenAI Agent Builder", una applicazione visuale drag-and-drop che permette di creare flussi di lavoro e agenti intelligenti senza codice, con nodi che rappresentano trigger, azioni e strumenti collegati, simile a strumenti come Zapier ma con potenza di IA integrata.
Gemini: NotebookLM, Gem personalizzati e automazioni con Opal
Sul fronte Gemini, Google ha scelto una strada diversa ma altrettanto interessante. L’introduzione dell’uso “in app” di NotebookLM porta direttamente dentro la chat i processi di studio, analisi e sintesi di grandi quantità di informazioni. Documenti, fonti, appunti e materiali complessi possono essere interrogati e rielaborati in modo strutturato, trasformando Gemini in uno strumento di supporto reale al pensiero, non solo alla scrittura.
A questo si affiancano i nuovi Gem, ovvero agenti personalizzabili che possono essere istruiti su compiti specifici, contesti e obiettivi.
Il vero salto, però, arriva con le automazioni rese possibili da Opal. Qui Gemini smette di essere solo un assistente reattivo e inizia a diventare proattivo: sequenze di azioni, flussi ripetibili, attività automatizzate che collegano dati, contenuti e decisioni. In pratica, l’IA comincia a operare come un motore operativo che affianca il professionista nel tempo, non solo nel singolo prompt.
Cosa ci permettono davvero di fare queste nuove funzioni
Mettendo insieme queste novità, emerge un quadro molto chiaro. ChatGPT punta forte sull’integrazione con gli strumenti creativi e produttivi più diffusi, rendendo l’IA parte del lavoro quotidiano di chi scrive, progetta, comunica e crea contenuti. Gemini, invece, spinge sull’organizzazione della conoscenza e sull’automazione intelligente dei processi. Provando a "collegare" le tantissime applicazioni che Google sperimenta e mette a disposizione dei propri utenti, a partire da Google AI Studio e Google AI Labs.
Per aziende, consulenti e professionisti del marketing questo significa una cosa sola: flussi di lavoro ibridi in cui l’intelligenza artificiale non sostituisce le competenze, ma le amplifica.
Non è solo tecnologia, è metodo
Il vero valore di queste evoluzioni non sta nella singola funzione, ma nel modo in cui possono essere integrate all'interno di un metodo di lavoro consolidato. Senza una strategia, le nuove app, i connettori e le automazioni rischiano di restare semplici curiosità, ma con un approccio consapevole, invece, possono diventare leve concrete per aumentare efficienza, qualità e capacità decisionale.
È qui che oggi si gioca la partita: non su quale IA sia “migliore”, ma su come saperla inserire in processi reali, sostenibili e misurabili. Chi lo capirà per primo avrà un vantaggio competitivo che va ben oltre l’effetto novità.
La sensazione, per chi lavora in ambito marketing, comunicazione e consulenza, è chiara: non stiamo assistendo a un aggiornamento marginale, ma a un cambio di paradigma.
ChatGPT: dalle conversazioni alle app collegate ai tuoi strumenti
La novità più rilevante introdotta da ChatGPT è l’arrivo delle app e dei connettori. Non si tratta solo di estensioni “tecniche”, ma di veri e propri ponti tra l’IA e gli ecosistemi digitali già consolidati. Oggi ChatGPT può dialogare con alcune app di Google come Gmail e Drive, oppure Outlook e SharePoint e molte altre, permettendo di analizzare contenuti, riassumere documenti, organizzare informazioni e supportare attività operative senza dover continuamente esportare o copiare dati da una piattaforma all’altra.
Ma il passaggio che segna un punto di svolta, soprattutto per chi lavora con immagini e creatività, è l’integrazione con strumenti Adobe come Photoshop. Qui l’IA non è più solo supporto teorico o testuale: diventa un assistente creativo in grado di affiancare il lavoro grafico, velocizzare alcune operazioni, suggerire modifiche, interpretare richieste e trasformare indicazioni strategiche in azioni concrete.
Questo significa ridurre il tempo tra idea e realizzazione, migliorare l’allineamento tra strategia e output creativo e rendere più fluido il dialogo tra chi pensa il progetto e chi lo produce.
Un'ulteriore nuova applicazione di OpenAI/ChatGPT per gestire automazioni con un’interfaccia visuale a nodi si chiama "OpenAI Agent Builder", una applicazione visuale drag-and-drop che permette di creare flussi di lavoro e agenti intelligenti senza codice, con nodi che rappresentano trigger, azioni e strumenti collegati, simile a strumenti come Zapier ma con potenza di IA integrata.
Gemini: NotebookLM, Gem personalizzati e automazioni con Opal
Sul fronte Gemini, Google ha scelto una strada diversa ma altrettanto interessante. L’introduzione dell’uso “in app” di NotebookLM porta direttamente dentro la chat i processi di studio, analisi e sintesi di grandi quantità di informazioni. Documenti, fonti, appunti e materiali complessi possono essere interrogati e rielaborati in modo strutturato, trasformando Gemini in uno strumento di supporto reale al pensiero, non solo alla scrittura.
A questo si affiancano i nuovi Gem, ovvero agenti personalizzabili che possono essere istruiti su compiti specifici, contesti e obiettivi.
Il vero salto, però, arriva con le automazioni rese possibili da Opal. Qui Gemini smette di essere solo un assistente reattivo e inizia a diventare proattivo: sequenze di azioni, flussi ripetibili, attività automatizzate che collegano dati, contenuti e decisioni. In pratica, l’IA comincia a operare come un motore operativo che affianca il professionista nel tempo, non solo nel singolo prompt.
Cosa ci permettono davvero di fare queste nuove funzioni
Mettendo insieme queste novità, emerge un quadro molto chiaro. ChatGPT punta forte sull’integrazione con gli strumenti creativi e produttivi più diffusi, rendendo l’IA parte del lavoro quotidiano di chi scrive, progetta, comunica e crea contenuti. Gemini, invece, spinge sull’organizzazione della conoscenza e sull’automazione intelligente dei processi. Provando a "collegare" le tantissime applicazioni che Google sperimenta e mette a disposizione dei propri utenti, a partire da Google AI Studio e Google AI Labs.
Per aziende, consulenti e professionisti del marketing questo significa una cosa sola: flussi di lavoro ibridi in cui l’intelligenza artificiale non sostituisce le competenze, ma le amplifica.
Non è solo tecnologia, è metodo
Il vero valore di queste evoluzioni non sta nella singola funzione, ma nel modo in cui possono essere integrate all'interno di un metodo di lavoro consolidato. Senza una strategia, le nuove app, i connettori e le automazioni rischiano di restare semplici curiosità, ma con un approccio consapevole, invece, possono diventare leve concrete per aumentare efficienza, qualità e capacità decisionale.
È qui che oggi si gioca la partita: non su quale IA sia “migliore”, ma su come saperla inserire in processi reali, sostenibili e misurabili. Chi lo capirà per primo avrà un vantaggio competitivo che va ben oltre l’effetto novità.
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Pubblicato il 22-12-2025