Affinity desktop

Grafica e immagine | Post di Sbertani

Affinity by Canva: davvero possiamo fare a meno della Creative Suite?

Negli ultimi anni abbiamo visto una polarizzazione sempre più netta tra due mondi: da una parte le suite professionali “pesanti” come Adobe Creative Cloud, pensate per agenzie strutturate, studi di grafica e produzioni audiovisive complesse; dall’altra strumenti più leggeri e guidati come Canva, perfetti per chi deve creare contenuti in modo operativo soprattutto per il web.

Con l’arrivo del nuovo Affinity by Canva questi due mondi iniziano ad avvicinarsi. Il software sembra in effetti pensato, soprattutto per chi lavora ogni giorno con il marketing e la comunicazione, ma non ha bisogno di tutta la complessità di una suite da agenzia. Penso a freelance che gestiscono campagne, social media e materiali promozionali per PMI, a piccoli uffici marketing interni, a consulenti, formatori e content creator che devono produrre immagini, copertine, impaginati e presentazioni curate.

Non è una "web app giocattolo” da usare in dieci minuti: le funzioni sono avanzate, ma il modello di licenza e l’integrazione con Canva lo rendono molto più accessibile, non solo economicamente, rispetto a una sottoscrizione professionale all'ecosistema Creative.

Una breve panoramica sul prodotto.

Affinity si presenta come un software desktop gratuito per utenti individuali su Windows e macOS, scaricabile dal sito ufficiale e utilizzabile senza canoni mensili: basta un account Canva anche gratuito. La logica è quella di avere uno strumento serio, stabile e installato in locale, che puoi usare anche offline e che diventa il “motore” grafico quando hai bisogno di più controllo rispetto alle funzioni standard offerte da Canva.

Se lavori già con l'applicazione online, l’idea è molto semplice: continui a sfruttare il servizio online per template, collaborazioni e pubblicazione, e passi in Affinity quando devi rifinire con precisione un’immagine, costruire un layout complesso o preparare un PDF per la stampa.

Tre applicazioni in un unico software

Dal punto di vista delle funzionalità, il nuovo Affinity eredita il meglio delle tre applicazioni originali, ora integrate all’interno di un’unica interfaccia. Sul fronte del fotoritocco puoi lavorare su fotografie e compositing avanzati, con livelli, maschere, regolazioni colore, gestione dei file RAW e strumenti per scontornare soggetti, pulire sfondi e correggere difetti. Sul fronte vettoriale hai a disposizione tracciati, curve, tavole di disegno multiple e strumenti per creare loghi, icone, elementi grafici e layout scalabili per il web e la stampa. Sul fronte impaginazione, infine, puoi progettare brochure, listini, schede prodotto, piccoli cataloghi e magazine aziendali, usando stili di paragrafo, pagine mastro e controlli tipografici che non hanno nulla da invidiare a molti software editoriali più blasonati.

Quello che colpisce è il modo in cui queste tre anime convivono. Non devi saltare da un’app all’altra: puoi passare dal fotoritocco alla vettoriale e all’impaginazione rimanendo nello stesso ambiente, con un flusso di lavoro più lineare, soprattutto per chi non vive di grafica ma ha comunque bisogno di un certo livello di precisione.

Per un reparto marketing o un freelance che gestisce “in casa” tutto il materiale visivo di un’azienda, questo significa poter costruire un intero set di contenuti – immagini, schede, icone, brochure, post social, PDF – usando un unico strumento.

Il confronto con Photoshop, Illustrator e InDesign è inevitabile.

Adobe rimane oggi lo standard di fatto nel mondo professionale: file .Psd, .Ai e .Indd sono ancora la moneta con cui agenzie, editori, tipografie e reparti creativi si scambiano i progetti. Creative Cloud offre oltretutto un ecosistema enorme, che va ben oltre i tre software principali: video con Premiere Pro, motion graphics con After Effects, audio con Audition, 3D e texturing, librerie condivise, Adobe Fonts, servizi cloud e un numero impressionante di plugin e integrazioni. Per chi lavora in produzioni complesse, questa profondità di ecosistema conta tantissimo.

Affinity, dal canto suo, copre in modo convincente tre aree chiave – foto, vettoriale e impaginazione – e non pretende di replicare l’intero universo Adobe. Dove guadagna terreno è sul piano dell’accessibilità e dell’agilità: niente abbonamento obbligatorio, un’interfaccia più snella, una curva di apprendimento comunque impegnativa ma più “umana”. Tutti gli strumenti di base sono presenti.

Inoltre Affinity apre e salva molti formati standard, lavora molto bene con Pdf e Psd (non con .Ai) e consente una buona interoperabilità in moltissimi scenari. Attenzione però a sostituire totalmente i file nativi Adobe in contesti editoriali o di produzione complessi, dove ogni dettaglio di compatibilità può fare la differenza. Si consiglia pertanto una specifica verifica preventiva.

Possiamo davvero rinunciare alla Adobe Creative Suite?

La risposta, come spesso accade, non è completa e quindi correttamente posta, perchè dipende dal tipo di lavoro che fai.

Se sei un’agenzia strutturata che scambia quotidianamente file InDesign con editori e tipografie, se lavori su produzioni video integrate dove Photoshop, After Effects e Premiere sono parte di un unico flusso, se i tuoi clienti e fornitori usano in modo standardizzato i file Adobe, allora Affinity è più una grande opportunità individuale o di reparto, ma difficilmente può sostituire l’intero ecosistema senza ripensare i processi.

Se invece sei un consulente, un freelance che segue PMI, un reparto marketing interno che gestisce la comunicazione e i materiali in autonomia, allora la combinazione Affinity più Canva può coprire la quasi totalità delle tue esigenze.

Puoi creare loghi, visual per campagne, contenuti social, brochure, listini, schede prodotto, piccoli cataloghi, immagini per blog, newsletter e presentazioni. In questo contesto, l’idea di abbandonare un abbonamento Adobe e spostarsi su uno strumento come Affinity potrebbe avere senso, soprattutto se vuoi ottimizzare i costi mantenendo comunque un buon livello qualitativo.

A chiudere il cerchio c’è il tema dell’intelligenza artificiale. Canva ha sviluppato negli ultimi anni una serie di strumenti interessanti che aiutano fattivamente il lavoro creativo. Molte di queste funzioni sono disponibili nella piattaforma online, con alcuni limiti nella versione gratuita e piena potenza nei piani a pagamento. Oggi, con l’integrazione di Affinity nell’ecosistema Canva, alcune di queste capacità di IA compaiono anche in locale, a patto di avere un piano a pagamento attivo.

Affinity by Canva non è solo l’ennesimo programma di grafica, ma apre una strada molto interessante per chi fa comunicazione ogni giorno e cerca un equilibrio tra costi, flussi di lavoro e qualità del risultato.

A te la scelta.

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Aggiornato il 19-11-2025

Commento di Admin

Una nota importante: Canva nelle note di licenza comunica che si riserva il diritto, in futuro, di modificare i termini del servizio. Questo vuol dire che un domani potrebbero, ma non è detto, cambiare le modalità di fruizione del programma e quindi condizionare l’uso di Affinity al pagamento di un abbonamento. Già oggi, per usarlo gratuitamente, il programma all’avvio verifica lo stato della licenza. Un aspetto da tenere comunque conto. Invece, nella valutazione comparativa con la suite di Adobe, è importante tenere conto che nel costo complessivo, oltre ai tre programmi base, Adobe inserisce un numero importante di applicazioni non di poco conto.

Pubblicato il 23-11-2025

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