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Il problema nasce quando non ci fidiamo del marketing come metodo

Imprenditore miope che accoglie un consulente
Post di Sbertani | Pubblicato il 10-04-2026 | 4 min di lettura
Quando si parla di marketing, ci sono persone che riducono la materia alla pubblicità e chi pensa che bastino uno slogan ben costruito, una grafica brillante o una frase ad effetto sui social per trovare centinaia di clienti e far decollare le vendite. In realtà “fare marketing” è una cosa seria ed è tutta un’altra cosa.

Prima di tutto è un insieme articolato di tecniche, comportamenti, modelli di analisi, principi strategici e processi che hanno radici solide nell’ambito accademico e che sono stati messi alla prova in decenni di applicazione concreta nelle imprese, nei mercati, nelle organizzazioni e nei contesti competitivi più diversi.

Fare marketing significa osservare il mercato, comprendere i bisogni delle persone, definire un posizionamento dell'impresa, costruire un’offerta coerente e soprattutto capire come presentarla perché possa essere scelta tra tante alternative.

Il punto centrale è proprio questo: il marketing non è un insieme di effetti speciali, ma un mindset. È un modo di ragionare, una disciplina che aiuta l’impresa a mettere ordine nelle scelte e a trovare una direzione più solida che non può essere separata dalla volontà concreta di migliorare.

In questo quadro si inserisce il ruolo del consulente di marketing, o del dirigente/responsabile di marketing in azienda ove sia presente.

Il valore di un professionista esperto sta proprio nel portare analisi, metodo, esperienza, visione esterna e capacità di leggere situazioni che dall’interno spesso si faticano a vedere. Affidarsi (ma questo in generale non solo nel caso specifico) significa accettare un confronto serio con competenze specifiche maturate nello studio e nella pratica. Diversamente, il rischio è quello di trasformare la consulenza in una forma di “segretariato" priva di utilità, una sorta di strumento per decorare decisioni prese in precedenza.

Se cerchiamo soltanto una legittimazione delle nostre idee, se vogliamo ascoltare solo i suggerimenti che coincidono con le nostre convinzioni radicate, se ogni indicazione viene accolta con diffidenza o neutralizzata per timore di cambiare, il problema è che non abbiamo davvero scelto di intraprendere un percorso di marketing. E in quel caso, molto semplicemente, la consulenza e il professionista perdono gran parte del loro senso.

Naturalmente questo non significa che un professionista esperto debba essere seguito in modo acritico o che ogni sua proposta sia automaticamente corretta e accettata. Il confronto resta necessario, così come la valutazione concreta della fattibilità, del contesto e delle priorità aziendali.

Ma una cosa deve essere chiara: se si riconosce a un professionista una competenza specifica, quella competenza deve poter incidere. Altrimenti si crea un paradosso pericoloso, in cui si investe senza essere disposti a mettere in discussione il proprio modo di agire e le proprie tradizioni lavorative.

Le imprese che crescono con più solidità sono quelle che comprendono che il marketing richiede tempo, disciplina, coerenza e un certo grado di fiducia nei processi. Sono quelle che capiscono che la comunicazione senza strategia produce rumore, mentre una strategia ben costruita rende ogni azione più leggibile, più efficace e più utile al business. Sono quelle che poi, alla fine crescono veramente.

Il marketing, in definitiva, è una disciplina seria, complessa e concreta. Un sistema di pensiero che aiuta imprese e professionisti a orientarsi meglio, a prendere decisioni più sensate per costruire valore nel tempo. Ed è proprio per questo che, quando si sceglie un consulente di marketing, bisognerebbe farlo partendo da una domanda semplice ma decisiva: “vogliamo davvero essere guidati in un percorso di crescita, oppure cerchiamo soltanto qualcuno che dia forma elegante a convinzioni che non intendiamo cambiare?”.

Nel primo caso, un rapporto di consulenza ha senso, nel secondo caso forse no. Ma poi non lamentiamoci dei risultati perchè il marketing, quello serio, può fare davvero la differenza. 
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