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Strategia e Organizzazione | Post di Sbertani

Il leader non cambia mai idea.

Sembra un titolo provocatorio, non solo perché nei vari corsi di management viene notoriamente spiegato l’opposto, ma perché nel pensiero comune l’umiltà di cambiare idea viene di solito associata alle persone cosiddette intelligenti.

Però, in quel titolo, si nasconde qualcosa di vero e forse, scavando bene a fondo, scopriamo come in effetti possa risultare paradossalmente più vero di quanto di spossa pensare. Mi spiego meglio.

Un leader, parlo nel mondo del lavoro ovviamente, è generalmente quella persona alla guida di un’azienda, capace di coinvolgere collaboratori e partner per il raggiungimento di obiettivi comuni. Generalmente ci viene spiegato che un leader, con etica e nel rispetto della missione e della vision, comprende le necessità, interpreta gli scenari e studia le strategie con competenza e lungimiranza. Con l’umiltà, come detto, di cambiare idea nel caso di cambiamento degli scenari, nuove informazioni discordanti prima sconosciute oppure l’evidenza di nuovi dati o fattori condizionati.

Questa ultima frase è in effetti la chiave di volta di questo ragionamento. Ho scritto “nel caso”.

Infatti un vero leader non ha bisogno di cambiare idea se questa nasce da uno studio approfondito e da una valutazione preventiva seria.
Non ne ha bisogno se ha correttamente programmato e quindi previsto, per quanto possibile, la sua evoluzione nel tempo e comunque fino al primo step di verifica che ha opportunamente programmato.

Non cambia nemmeno idea fino a quando non ha raccolto sufficienti nuove informazioni, tali per cui mantenere la posizione genererebbe più danni rispetto a cambiarla. Insomma, un leader non cambia mai idea prima di arrivare al termine del percorso che si era coscentemente programmato.

Possiamo dire sia anche una questione di coerenza? Forse si.

Tendenzialmente cambiamo invece idea quando ci facciamo prendere dal panico, magari condizionati da collaboratori poco preparati, e non abbiamo svolto un’accurata attività di analisi e progettazione preventiva che ci toglie la necessaria sicurezza e tranquillità. In pratica quando improvvisiamo.

Cambiare posizione istericamente genera danni all’intera organizzazione, crea disorientamento nel proprio team e nei clienti - se la strategia oggetto di discussione riguarda aspetti commerciali o di posizionamento - e causa perdite di energie e risorse anche economiche all’impresa.

Rende le procedure instabili in quanto soggette a repentini cambiamenti che possono portare ad errori o disallineamenti. Trasmette l’idea di poca lucidità con conseguente perdita di autorevolezza e stima.

Se il cambiamento nasce compulsivamente e si sviluppa con gli stessi presupposti della strategia ritenuta errata, qualsiasi correttivo non sarà mai migliore del precedente.

Cosa fare?

Un leader progetta una strategia solo dopo attente valutazioni che gli permettono di trovare una soluzione concreta e sostenibile nel tempo. Programma quindi una serie di azioni operative che comprendono step intermedi di verifica, con la consapevolezza che eventuali problemi saranno comunque gestiti dall’azienda. In pratica non fa mai un passo più lungo della gamba.

Non guarda al suo piccolo orticello ma ragiona ad un livello più elevanto puntando sempre al raggiungimento di interessi condivisi. Interessi che generalmente ci rendono meno coinvolti emotivamente - rispetto ad aspetti più personali - ma sono capaci di responsabilizzarci.

Ecco perché un leader “non cambia mai idea”, ma continua a migliorare se stesso e gli altri, con metodo.


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Aggiornato il 04-06-2024

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